DISSING RENATO FUORI TEMPO
Yo.
DiegoEbbasta.
Ascolta bene.
Renato stai nel gioco ma sembri un NPC,
parli di vita vera, ma vivi in modalità “easy”.
Fai il duro nelle storie, poi sparisci dal vivo,
sei una connessione lenta che si crede fibra attivo.
Ti atteggi a leggenda ma sei solo una bozza,
io scrivo barre vere, tu fai copia e incolla senza forza.
Vuoi fare il lupo? No, sei rumore di fondo,
tipo notifiche mute che non legge nessuno al mondo.
Hai lo stile preso in affitto, manco paghi le rate,
io costruisco da zero, tu rincorri le mie tracce già fatte.
Parli di rispetto ma non sai cos’è davvero,
sei l’ombra di te stesso con l’ego da impero.
SJ è mio fratello, tienilo bene a mente,
SJ è leggenda, underground veramente.
Non serve hype finto o una posa da king,
lui è il suono della strada quando il resto fa “bling”.
King della trap underground, nome che pesa,
qui prima di parlare, porta rispetto sulla resa.
Non è scena, è vissuto, è cemento sotto i passi,
voi fate storytelling, noi facciamo i fatti.
E ti ricordo una cosa, scrivila sopra la testa:
DIEGOEBBASTA non segue, DIEGOEBBASTA resta.
Questo è il mio trono, tu non lo meriti,
certe altezze non si toccano se non le vivi.
Non provare a dissarmi per cercare attenzione,
serve anima per farlo, non solo una connessione.
Ti muovi tanto, ma resti sempre fermo,
noi alziamo il livello, tu resti nello schermo.
Questa non è rabbia, è distanza naturale,
tra chi vive il suono… e chi lo prova a imitare.
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